Cenni storici:
Le origini storiche di San Pietro Avellana risalgono all’epoca italica in quanto molti storici asseriscono che il comune sia nato sul luogo dove sorgeva l’antica città sannitica di Volana occupata dal console romano Spurio Carvilio nel 459 A.C. (come documentato nel libro X della Memorie Italiche di Tito Livio) le cui fortificazioni sono tuttora visibili sul Monte Miglio (1350 m s.l.m.) a ridosso del Tratturo (Monumento nazionale).
Dopo la distruzione di Volana, il territorio di San Pietro fu colonizzato dai romani, lungo il fiume Sangro, di cui si può ancora ammirare la Taverna (statio Ad Pyr) e dove di recente sono venute alla luce numerose tombe arcaiche (VII-VIII sec.A.C.) e un’antica strada romana (probabilmente la Via Numicia o Minucia, di cui il nostro è l’unico ritrovamento) riportata anche sulla famosa Tabula Peutingeriana.
Dopo il periodo romano si torna a parlare di San Pietro Avellana nel 1026 quando S. Domenico da Sora fonda il Monastero Benedettino di “Fonte de Obellana” uno dei maggiori del nostro territorio, al pari di San Vincenzo al Volturno) che dipendeva dal Monastero di Montecassino ed aveva numerosi possedimenti in Molise e in Abruzzo, i cui ruderi si possono ancora ammirare nei dintorni dell’attuale chiesa madre.
E’ interessante l’eremo di Sant’Amico (l’unico Santo vissuto e morto nel Molise) situato nell’omonimo bosco dove vi sono conservate le reliquie del Santo e una testa argentea, splendido lavoro sulmonese del XV secolo.
Completamente distrutto durante la Seconda guerra Mondiale (uno dei primi comuni ad essere rasi al suolo dall’esercito tedesco dopo l’otto Settembre 1943 in quanto a ridosso della linea Gustav) e risorto ridente e gaio grazie alla tenacia dei cittadini di san Pietro.