Cenni storici
Nell'antichità la zona dove sorge il paese godeva di una particolare posizione: il non lontano percorso tratturale Lucera Castel di Sangro la collegava alla Daunia e alla parte interna del Sannio, e la vallata del Fortore facilitava le comunicazioni con la costa e l'area frentana; questa importanza viene attestata da alcuni rinvenimenti (reperti dal periodo ellenistico a quello tardo-romano): i più notevoli sono un'iscrizione venuta alla luce nel 1750 (in luogo imprecisato) e un elemento decorativo in terracotta di un santuario (dalla località Cigno).
La nascita dell'attuale insediamento pare non vada oltre il XII secolo; il toponimo, che in origine era Macchia (boscaglia), nel tardo Settecento gia viene attestato come Macchiavalfortore. Il paese, feudo nel 1443 di Antonio Colla o de Colle, fu concesso da re Ferrante d'Aragona ne1 1472 a Giovanni di Monticello; nel 1514 era di Gaspare di Regina, al cui nipote, Giovanni Antonio, apparteneva ancora nel 1582. Nel 1618 divenne feudo dei Gambacorta; devoluto al Demanio nel 1701 per la congiura di Gaetano Gambacorta, principe di Macchia, fu acquistato da Giuseppe Ceva Grimaldi ai cui discendenti rimase sino all'eversione della feudalità.