Cenni storici
Nel territorio sono venuti alla luce reperti del periodo sannitico e di età romana (contrada Canale e località San Vito). In un documento del 1049 si parla di Castellum Binifri, nei cui pressi sorgevano le antiche badie benedettine di Sant'Angelo e San Benedetto. Al nome del paese è legata un'antica leggenda: un giorno, passando di là un gruppo di venafrani, i rozzi pastori del luogo furono attratti dalle donne del gruppo e le assalirono; si racconta che tre delle donne rapite si sciolsero in lacrime dando origine ad una fonte nella località Pianto delle Donne; i tre giovani mariti, invece, rimasero impietriti dal dolore e si trasformarono in un grosso macigno che oggi si indica con il nome di Pascapalomba; al paese formatosi in quel luogo dopo il ratto delle venafrane fu dato cosi il nome di Venafro, trasformato poi in Bonefro.
Nel 1405 re Ladislao concesse Bonefro in feudo alla famiglia Boccapianola; nel 1528 Francesco Boccapianola venne privato del feudo poiché aveva parteggiato in favore dei Francesi contro l'imperatore Carlo V. Nel 1614, Bonefro fu messo all'asta e aggiudicato a Luigi Castelletti marchese di Montorio. Nel tardo Settecento era feudo dei Ceva-Grimaldi, marchesi di Pietracatella.