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Arte e cultura:
Il Comune è famoso per l'Abbazia di San Vincenzo - posta a meno di un chilometro dalle sorgenti del Volturno - che è uno dei monumenti più insigni della regione, e conserva affreschi, testimonianze salienti della pittura altomedievale. Le recenti campagne di scavo hanno evidenziato un complesso archeologico di enorme importanza, riportando alla luce l'impianto dell'Abbazia - fondata nel 703 - che fu nel IX secolo tra le maggiori città monastiche dell'Europa; essa si estendeva per circa 6 ettari con 8 chiese e decine di edifici per la comunità che doveva essere costituita da circa 400 monaci: sono riaffiorate le strutture della grande basilica, S. Vincenzo Maggiore, che si ritiene consacrata nell'817. Essa era a tre navate; sotto la zona presbiteriale è stata scoperta una cripta semianulare, nella quale notevoli sono le immagini a mezzo busto di due abati. La parte più notevole di tutto il complesso abbaziale è la cosiddetta cripta dell'abate Epifanio, scoperta casualmente nel 1832 da un contadino precipitato in una buca che gli si era aperta sotto i piedi mentre arava: importantissimi gli affreschi (rappresentano, tra gli altri, Sant'Anastasia e Sante Martiri, il martirio dei Santi Lorenzo e Stefano, gli Arcangeli, Maria Madre di Dio, Cristo dell'Apocalisse, l'Annunciazione, la Natività, la Madonna Regina con il Bambino, la Crocifissione ed Epifanio, Gerusalemme), fatti eseguire tra l'824 e l'842 dall'abate Epifanio.
Il terremoto dell'847, e soprattutto l'incursione saracena dell'881 segnarono la distruzione totale del monastero accompagnata dall'eccidio di quasi tutti i monaci. I pochi monaci superstiti e i loro successori tentarono la ricostruzione. Intorno al 1100 fu edificato un altro monastero dall'altra parte del Volturno all'interno del quadrilatero fortificato da poco costruito dai Borrello; il complesso, ridotto allo stato di rudere, è stato poi ricostruito nella chiesa secondo le forme originarie negli anni '50.
Merita una visita, a Castellone al Volturno (Castel S. Vincenzo), la chiesa di Santo Stefano, datata tra il XII e il XIII secolo. Ma Castel San Vincenzo non è solo arte e archeologia. Il suo territorio, infatti, presenta una natura incontaminata con suggestivi scenari: segnaliamo il corso del fiume Volturno (ricco di pesci).
Altra meta è il lago di Castel San Vincenzo, un bacino artificiale che sfrutta le acque del Volturno. Da Castel San Vincenzo, inoltre, non è difficile raggiungere i monti delle Mainarde, ai confini con l'Abruzzo.
Piatti tipici locali sono polenta, "sagne e fagioli", carni alla brace e soffritti.
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