Arte e cultura:
Il territorio presenta aree di una bellezza indescrivibile, dalle sorgenti del Volturno al Monte Marrone con i suoi faggi plurisecolari, testimone silenzioso della grande battaglia omonima della Seconda Guerra Mondiale.
Altra attrazione è il Monte di Castelnuovo, sul quale è stata realizzata l'area faunistica del camoscio.
Il monumento più importante è la chiesa di S. Maria delle Grotte - nell'agro - in origine affiancata da un monastero; edificio romanico, trasformato da interventi successivi: e documentato solo quello del 1619. Attraverso un portale risalente alla prima fase costruttiva si entra all'interno, diviso in due navate, assai suggestivo perché una di queste è ricavata in parte nella roccia; molto importanti sono i numerosi affreschi sulle pareti, risalenti ad epoche diverse (secc. XIII-XIV).
Si segnalano pure i resti del castello di Rocchetta, costruzione medievale ma completamente trasformata nel XVIII secolo, e, nella chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, una fonte battesimale datata al XII secolo.
A Castelnuovo sopravvive un artigianato legato ad antiche tradizioni, quello delle zampogne; nel periodo natalizio gli zampognari girano ancora di casa in casa suonando il loro strumento.
La gastronomia locale offre diversi gustosi piatti: le lumache con la cicoria delle Mainarde, la pasta agli orapi (specie di erba selvatica di alta montagna), gnocchi con le patate al sugo rosso di selvaggina e le patate alla "tiella" (recipiente di rame), la pecora al "cuttur" (caldaio), sagne e fagioli.